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  • Andrea Rodríguez

10 principi per una vita stoica:

Actualizado: 7 de ene de 2019


Nel libro "How To Be A Stoic: Ancient Wisdom for Modern Living", Massimo Pigliucci insiste sul fatto che la filosofia stoica non è stata creata per discutere su come vivere meglio. Il vero obiettivo è la parte pratica.

Se siete interessati a questa filosofia consigliamo caldamente il libro di Pigliucci.

In questo articolo condividiamo in modo molto semplice i principi di base e spieghiamo come iniziare ad affrontare lo stoicismo.


Il primo consiglio è di avere con sé un piccolo taccuino e una penna. Questo ci permetterà di riflettere sulle difficoltà, o sugli errori, che abbiamo fatto nel corso della giornata, per affrontare la prossima in maniera (stoicamente parlando) più saggia.


Con il taccuino in mano, scriviamo i principi sulla prima pagina per rivederli ogni mattina e prepararci alla giornata.


I principi scritti nel libro sono 12, noi ne riportiamo qui i 10 principali perché alcuni sono simili e per scorgere in loro quasi un carattere di comandamento:


1. Esamina le tue impressioni e determina se "ciò che ti preoccupa" è sotto il tuo controllo.

È un principio chiave e, anche se è semplice da spiegare e riassumere, la sua pratica è vastissima e si applica sia in positivo che in negativo (convinciti che non puoi controllare tutto quello che ti circonda, ma anche smetti di ritardare ciò che puoi cambiare).


2. Ricorda l'impermanenza. Sia delle cose che delle persone.

Con le cose è relativamente semplice (siamo già abituati all'obsolescenza programmata) ma con i propri cari non è affatto facile. Epitteto ci raccomanda di pensare "stiamo baciando un mortale" ogni volta che baciamo una persona cara. Sembra sadico, può dare l'impressione che questo porti a un distacco forzato e malsano. In realtà è tutto l'opposto. Questo principio ci aiuta ad essere consapevoli di quanto sia importante godere della compagnia di una persona il più a lungo possibile, per dimostrare quanto ci è cara e per condividere con lei momenti piacevoli. Personalmente questo principio mi ha aiutato a ridurre i litigi, soprattutto con le persone anziane, perché ricordando che non ci saranno per sempre ricomincio ad apprezzarle per come sono.


3. Immagina la situazione PEGGIORE possibile, e godetevi quella che realmente accade.

In un mondo di persone lamentose (quello che siamo oggi) ci è difficile immaginare davvero la "peggiore situazione possibile". Il trucco che lo rende più semplice è questo: prima penso al mio falso problema, per esempio "ho una riunione importante e non ho tutti i documenti che vorrei" ed immagino che la riunione stia andando male, mi cacciano dall'ufficio senza un nulla di fatto; e ora il trucco: proprio quando me ne sto andando ricevo una brutta notizia da qualcuno a cui voglio bene. Quindi, per quanto disastrosa sia stata la riunione, non sarà mai così male come una vera tragedia.


4. Considera ogni situazione come una sfida per esercitare la tua virtù.

Possiamo percepire situazioni scomode come minacce o sfide. Quando incontri un'idiota o una persona incivile puoi passare un giorno indignato (lo faccio spesso) o accettare che esistono, e che queste occasioni sono piccoli test che sottolineano quanto stai imparando ad affrontare al meglio il mondo così com'è (e non come vorresti che fosse). Ogni volta che siamo fedeli a un principio, siamo rafforzati nella nostra volontà. Sia che stiamo parlando di una torta (resistere alla tentazione di mangiarla) o di un imbecille (resistere alla tentazione di indignarci).


5. "ALTRIZZATI"(ovvero dai un consiglio a te stesso come se fossi un'altra persona):

È il mio preferito e, a volte, quello che mi riesce peggio. Altrizzare (otherize in inglese) significa interpretare ciò che ti è successo dall'esterno. Immaginate che invece di essere noi ad essere "colpiti" da qualcosa, lo sia un nostro amico. Cosa gli direste? Come pensate che dovrebbe comportarsi? Quali sono i vostri consigli infallibili? Perfetto, hai le idee chiare su come cercare di aiutarlo. Ora applicalo a te stesso. Quando ho un momento teso con qualcuno riesco a controllarmi abbastanza bene quando sta succedendo; poi però passo ore, e talvolta giorni, a ripensare e ripensare su come poteva andare diversamente, o come doveva andare diversamente, ecc. La contraddizione è che consiglierei un atteggiamento diverso a un amico.


6. Parla poco e bene.

Lascia che il silenzio sia il tuo obiettivo, dì solo ciò che è necessario e non parlare troppo di te stesso. (Forse questo è quello mi riesce peggio). E' interessante riflettere a fine giornata su quante conversazioni sono servite ad aumentare il nostro ego o a metterci in una "migliore posizione sociale". Siamo fini in questo, ma lo facciamo senza sosta. L'autoanalisi è un buon esercizio perché ci permette di lavorare su ciò che ci preoccupa che gli altri pensino di noi ed il primo passo su cui lavorare è farlo sempre meno.


7. Scegli bene la tua compagnia.

È un principio chiave. Già me lo diceva mia madre quando ero adolescente. Scegli bene le persone con cui passi il tempo e la tua vita non verrà sprecata.


8. Rispondi agli insulti con umorismo.

Impara a ridere di te stesso, impara a non prenderti troppo sul serio. Impara a far combaciare l'umorismo con le critiche, anche quelle assurde. Scappa dalle lodi, finirai per accontentarti di come sei. Sentirsi "orgogliosi" di come si è non è positivo per chi ancora sta costruendo il proprio essere. Meglio le critiche ai complimenti.


9. Parla senza giudicare.

Un americano (perso nella storia) disse che "Non puoi capire qualcuno finché non hai camminato per un miglio con le sue scarpe".


Marco Aurelio (nelle Meditazioni) scrisse: "Ogni volta trovate un difetto a qualcuno, ponetevi la seguente domanda: Quale dei miei difetti assomiglia a quello che sto per criticare?


Entrambe le frasi servono a ricordarci che ogni persona ha le proprie peculiarità e che noi stessi dobbiamo percorrere una lunga strada prima di giudicare il comportamento degli altri.


10. Riflette sulla vostra giornata.