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  • Daniele Gennara

Diario di Auroville. I primi due giorni


SINOSSI


27.01: arrivo al visitor center, mappa cartacea della città, esposizione di vasellame, arrivo alla Discovery guest house, affittiamo due biciclette, Tanto ristorante italiano


28.01: Mac repair, colazione alla Farm Fresh, aikiyam school, percorso in bici nella foresta, Town Hall, Donata, Auroville card, visitor center per prenotare la visita al Matrimandir, dreamer's cafe, Auroville library, visita ai quartieri residenziali di Auroville , Solar kitchen, La Terrasse, art brute, Tanto ristornate italiano (visto che era così buono, bissiamo)


29.01: Colazione alla Auroville bakery, incontro con Lisa e chiacchierata su Auroville, Tanto ristornate italiano (mi mancava davvero tanto la cucina di casa)


30.01: Solitude workshop sull’agricoltura sostenibile, visita all’Earth Institute sull’edilizia sostenibile, visita alle comunità residenziali di Humanscape, Realisation, Vikas.


31.01: Visita al Matrimandir, pranzo al Sustenance Farm, in bici fino alla spiaggia, Samarpang guest house, passeggiata nel quartiere Auromodèle, case di Roger Anger


01.02: Town Hall, Earth Institute, pranzo al Well Café, visita allo Unity Pavilion e al Savitri Bhavan Museo, ritorno a Puducherry



Festa sotto al Matrimandir per il 51esimo compleanno di Auroville

Auroville è stata un’esperienza unica, una di quelle cose che sei subito sicuro che ricorderai per molto tempo. Come fu per noi il viaggio nelle FIlippine per l’Ayahuasca.

Ci sono molte cose di cui parlare, e alcune di queste sono negative.


Prima di arrivare ad Auroville abbiamo avuto due strani incontri: accennata la città ad un venditore ambulante la prima cosa che ci ha domandato è stata se eravamo in cerca di marijuana. Lo stesso è successo con un altro incontro: ci è stato chiesto se eravamo in cerca di ragazze che si prostituivano.

Immaginate voi cosa potevamo pensare al riguardo: è una città anarchica dove, vista la mancanza di leggi, ogni cosa è lecita, vizi compresi?

A Puducherry c’è un negozio che vende prodotti fabbricati a Auroville, ma anche libri sulla città, informazioni generiche e sul trasporto.

Proprio il trasporto era quello che ci mancava: volevamo prendere l’autobus e non il tuktuk, in rete non avevamo trovato nessuna informazione utile.

Il trasporto lo organizzano da un vicino ufficio che si chiama Autoauroville, poco distante dal negozio dove eravamo, e si tratta di un autobus di 10 persone che parte alle 7.30 e alle 14. L’unico problema è che l’autobus parte solo se ci sono abbastanza persone, se è pieno costa 100 rupie a persona, se è vuoto 1000, e a questo punto un tuktuk tornava ad essere la soluzione migliore.


27.01:

Infatti risultò che la domenica non c’erano altre persone interessate a prendere l’autobus, abbiamo controllato il prezzo di Uber che però conteggiava la tariffa intercity e si aggirava intorno alle 2000 rupie, quindi inesorabilmente siamo tornati all'unica opzione disponibile cioè il tuktuk. Abbiamo chiesto al responsabile del negozio quanto era un costo corretto per una corsa fino a Auroville e ci ha detto 400 rupie. Non tutti i tuktuk ti portano per quella cifra, ma alla fine un giovane taxista lo abbiamo trovato.



Mezz’ora di sorpassi e di folle clacson dopo, siamo arrivati al parcheggio del Visitors center.

Il vero problema venne alla luce quando il responsabile del negozio ci chiese quale guesthouse avevamo prenotato: la nostra non faceva formalmente parte della città, anche se era vicino al centro. Il sito ufficiale per prenotare una guesthouse, o una homestay, a Auroville è questo (http://guesthouses.auroville.org/), però tramite questo servizio si può solo sollecitare una pre-prenotazione, dopodiché la guesthouse si riserva di contattarti per finalizzare la prenotazione. Abbiamo scritto a tre guesthouse: una ci ha risposto dopo un mese, alla nostra terza mail, un’altra ci ha risposto dopo una settimana che non aveva disponibilità, la terza non ci ha mai risposto. A parte il tempo perso nell'attesa, nel sito ufficiale non si parla mai di prezzi (solo joy guest house lo annota, ed è caro rispetto alla media che abbiamo trovato in India in ogni altro posto), quindi ci eravamo decisi a prenotare tramite booking: un piccolo hotel economico e vicino al Matrimandir.

Il responsabile del negozio ci ha fatto notare che solo le guesthouse ufficiali possono dare la Aurocard ai loro ospiti. La Aurocard è il metodo di pagamento all'interno della città e, come da lui detto, ogni servizio e ogni workshop organizzato viene pagato solo tramite la Aurocard.

Abbiamo cercato tramite booking una delle 81 guesthouse ufficiali, e abbiamo trovato unicamente la Discovery guesthouse. Malgrado il prezzo alto (una settimana 8400 rupie), e la notevole distanza dal centro della città, abbiamo prenotato e cancellato la precedente prenotazione l’ultimo giorno che era possibile farlo.


Discovery guest house

Finalmente felici siamo arrivati al registration office del visitors center: come ci era stato detto qui si registra la nostra visita, si chiede la Aurocard, e si prenota la visita al matrimandir. In realtà la Aurocard si fa direttamente alla guesthouse, la prenotazione del Matrimandir è in un altro ufficio (ma è chiuso perché è domenica) e si, era vero che ci hanno registrato. Abbiamo comprato una mappa della città per 20 rupie, stampata su una carta di ottima qualità.


Mappa della città di Auroville

Quando siamo arrivati alla Discovery guesthouse non c’era nessuno, e ci trovavamo nel mezzo della foresta. Con il telefono della reception abbiamo chiamato il numero di contatto fornito su internet. Quando il responsabile è arrivato ci ha detto che la Aurocard si chiede al Town Hall (municipio), e ci ha dato una ricevuta per poterla richiedere (senza annotare il prezzo che stavamo pagando). Ma rinviamo la pendenza perché è domenica.

Abbiamo noleggiato due biciclette per 50 rupie l’una al giorno e ci siamo diretti nuovamente al visitors center, questa volta per rilassarci al dreamer’s Cafe, curiosare fra i negozi che offrono prodotti esclusivamente made in Auroville e vedere una bellissima esposizione di ceramiche fatte a mano da tutto il mondo. Inoltre, in una delle mille bacheche piene di annunci che ci sono in giro, abbiamo notato l’annuncio di 'Auroville insight' di cui abbiamo parlato nell’articolo ‘Cos’è Auroville?’ e attraverso il quale abbiamo contattato e poi conosciuto Lisa.



28.01:

Il giorno dopo, lunedì, ci siamo diretti al Town Hall. Abbiamo percorso una stradina di terra battuta immersa totalmente nella foresta per una buona mezz'ora, apprezzando la quantità di alberi piantati dai primi abitanti della città, quando tutta l’area era una landa deserta.



Lungo il sentiero abbiamo incontrato una delle scuole di Auroville: la Aikiyam School, con la sua incredibile architettura spaziale e il grande giardino esterno. La scuola è gestita dalla comunità di Auroville ma gli alunni vengono dai piccoli villaggi attorno alla città a cui viene insegnato il Tamil (la lingua originaria di questa parte di India) e l’inglese (https://www.aikiyamschool.org/ , https://www.auroville.org/contents/1223 ).



Quando siamo arrivati al Town Hall abbiamo conosciuto Donata, un’italiana ad Auroville da 15 anni. Disponibilissima e simpaticissima ci ha raccontato la sua esperienza in città, e ci ha invitati nella sua Samarpang guest house. Nella Town Hall sono presentati i futuri progetti di espansione urbanistica della città. Infatti gli attuali 2500 abitanti sono ben pochi rispetto a quanto ne vengono considerati dal progetto iniziale, cioè 50.000.

In poco tempo entriamo nell'ufficio finanziario, depositiamo 1500 rupie a testa che ci vengono caricate sulle rispettive Aurocard.

La nostra esperienza con la Aurocard non può essere positiva, anche se nemmeno negativa, diciamo quindi neutra, una perdita di tempo alla fine. La carta viene usata teoricamente per tutti gli scambi in città, e questo è vero in parte perché ci sono posti dove non è accettata o dove il sistema è fuori servizio, però ovunque siamo andati in questa settimana abbiamo pagato con contanti o con la carta di credito. Noi siamo turisti, supponiamo, con una buona dose di fiducia, che per i residenti il sistema è più collaudato.

Donata ci ha inoltre consigliato di andare a pranzo a Solitude, una fattoria sostenibile che offre pasti vegetariani a base di ciò che raccoglie. Il pranzo è stato ottimo, in mezzo alla foresta, sotto a un molino a vento. Solitude, e il suo workshop che abbiamo prenotato per il mercoledì, merita tutto un articolo a parte.



Dopo pranzo ci siamo diretti al visitors centre per prenotare la visita al Matrimandir. Il matrimandir è una edificio impressionante all'interno del quale si medita. L’accesso gratuito è riservato sotto prenotazione, il nostro consiglio è di andare quanto prima a prenotarlo perché solitamente i 90 (se non m i ricordo male) accessi giornalieri sono subito occupati, pure per i giorni seguenti. Noi il lunedì abbiamo prenotato due ingressi per il giovedì. Senza prenotazione non si accede nemmeno al giardino enorme attorno al Matrimandir, quindi, se arrivi fino ad Auroville, non puoi perderti il Matrimandir, sarebbe come visitare Roma restando a Tor Bella Monaca.

Dopodiché siamo tornati sulle nostre biciclette, girando per le strade che dal centro si diramano verso la Discovery guest house. Lungo la strada abbiamo fatto visita alla Auroville Library, a un nuovo quartiere residenziale appena completato e alla Solar Kitchen. La Solar Kitchen è una mensa aperta a tutti dove i pasti che vengono serviti arrivano solo da produzioni locali e vengono cotti tramite uno speciale forno che usa l’energia solare: una sorta di grande antenna con una parabola a specchio per concentrare la luce del sole.


Raccolta differenziata alla Solar Kitchen